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Chet Baker

Quando, nel settembre del 1955, Chet Baker parte verso l'Europa per la prima tournée oltreoceano, il suo nome è sulla cresta dell'onda. È un successo maturato in fretta, nel breve giro di pochi anni, dagli esordi a fianco di Charlie Parker al fortunato sodalizio con Gerry Mulligan nel momento migliore del jazz della West Coast, e poi con le splendide prove alla guida di un proprio quartetto e di un'orchestra d'archi per giungere alle vittorie nei referendum delle prestigiose riviste "Down Beat" e ''Metronomo". La sua figura, per di più, cattura l'attenzione con quel volto da adolescente adombrato dall'inquietudine di chi è cresciuto in fretta. In molti l'avvicinano al suo coetaneo James Dean che muore proprio in quei giorni in un incidente d'auto.
Parigi è la base del tour e l'etichetta Barclay ha fissato per lui un nutrito calendario di registrazioni e concerti. Chet è in una fase di evoluzione artistica: alla sua immagine romantica desidera aggiungere qualcosa di più avventuroso, al passo con i tempi che il jazz sta vivendo. Fondamentale in quest'ottica è l'impulso che gli fornisce il suo nuovo pianista Dick Twardzik, un giovane pieno di talento e di inventiva. Ma Dick muore il 21 ottobre fulminato in una toilette d'albergo da un'overdose. Lo scandalo è enorme e i primi sospetti che Chet abbia già confidenza con l'eroina diventano certezza. Ma il trombettista tiene duro e onora tutti i suoi impegni concedendosi alle esibizioni, oltre che in Francia, anche in Germania e in Italia. La registrazione qui documentata appartiene al concerto tenuto il 24 gennaio 1956 al Conservatorio Cherubini di Firenze: è questo il primo impatto tra l'artista e il pubblico italiano che lo avrà sempre come beniamino.
Chet Baker si dimostra all'altezza nei tempi veloci del Bop ed incanta alla sua maniera nelle ballads a lui più
congeniali. La sua tromba e la sua voce dispensano emozioni, sentimento e un'infinità di tenerezza: le stesse cose che
oggi ce lo fanno rimpiangere, e ancora più amare, a più di venti anni dalla sua scomparsa.

Fabrizio Stramacci

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