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| Tutti all'unisono battono le mani per la revue finale e per Chaka Khan, il grande doppio appuntamento dell'ultima sera. Il direttore artistico Graziano Uliani esprime la sua soddisfazione. I saluti di Bishop Joe Simon: "spero di tornare al più presto" Porretta Terme, 21 luglio 2008 “C’è una grande soddisfazione da parte mia per la qualità musicale. Basti pensare che la house band di Austin deLone si è dimostrata la migliore degli ultimi 20 anni come avevo già detto l’anno scorso. Inoltre le scelte di Henry Butler e Mable John che potevano sembrare le meno popolari si sono rivelate quelle più apprezzate dal pubblico. Infatti la gente viene a Porretta spesso non conoscendo gli artisti, ma sicura di trovare una grande qualità”. Graziano Uliani, patron del Porretta Soul Festival commenta soddisfatto i dati della XXI edizione della rassegna che ha portato nella località appenninica tra Bologna e Pistoia oltre 15mila persone. Un folla che all'unisono ha partecipato e cantato come una sola anima travolta dall'emozione del suol e del R&B e dei suoi grandi interpreti. Un importante riconoscimento a un lavoro che dura un anno intero per portare a Porretta il meglio del Soul e del R&B mondiale. La chiusura è stata affidata a una regina del genere come è Chaka Khan dalla voce inconfondibile e piena di sfumature. Ma il festival ha visto tanti protagonisti: a partire dai francesi Cap.Mercier con il loro frizzante tributo a Nino Ferrer per arrivare a Bishop Joe Simon, l’ex cantante di R&B premiato con il Grammy e oggi vescovo evangelico che ha portato il coro dei ragazzi D Avenue Gospel Choir per uno spettacolo di grande fascino e struttura musicale. “Grazie infinite a Porretta ha detto Bishop Joe Simon e specialmente a Graziano Uliani che mi ha fatto conoscere questo posto meraviglioso e questa gente fantastica. È stata una bella idea quella di rapirmi` e portarmi qui insieme alla comunità religiosa che rappresento e spero di tornare al piu` presto“. Inoltre i già citati Henry Butler e Mable John oltre a Davell Crawford hanno regalato momenti di grande emozione grazie alla loro vocalità. La Revue finale chiusa sulle note di Let The Good Times Roll, oltre a Bishop Joe Simon e al coro ha visto quasi tutti i protagonisti del festival, da Butler (l'orgoglio di New Orleans secondo Dr.John) all'eccezionale cantante Mable John, a Otis Redding III, tutti sotto la guida dell'ecellente Austin DeLone. Da ricordare anche le performance degli italiani Montefiori Cocktail e Clem Sacco (quest’ultimo, classe 1933, in un singolare tributo alle proprie canzoni surrealì degli anni ’50) e il premio a Michele Bovi, giornalista Rai grande esperti e appassionato di filmati musicali d’epoca ai quali ha dedicato vari speciali televisivi. Appuntamento dunque alla XXII edizione per un tuffo nell’allegria che solo il Soul di classe può dare e che trova in Porretta la sua casa naturale in Europa. Parola anche di Bishop Joe Simon, arrivato grazie al grande amico del festival l'italo americano Chuck Bernardini dello staff di Obama, che ha omaggiato i caduti italiani a Nassirya e che ha incontrato le autorità ecclesiastiche oltre a regalare momenti di grande musica. |
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Porretta Soul Festival
www.porrettasoul.com