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Damon Albarn presents Honest Jons Revue
La Nuit de la Fourviere, Lyon 10.07.2008

Damon Albarn presenta la sua coraggiosa etichetta Honest Jons con un solo concerto nell’Europa Continentale e sceglie La Nuit de La Fourviere di Lyon come co produttore di un spettacolo precedentemente prodotto dal Barbican
di Londra e dal Lincol Center di New York City.
Lo sforzo è enorme: si tratta di coordinare sul palco più di 30 musicisti da lle più disparate provenienze ed esperienze: il batterista Tony Allen, storico comprimario di Africa 70 la celebre formazione che accompagnava Fela Kuti, lo Hypnotic Brass Ensemble, otto giovani fiatisti che paiono usciti dalle file della Arkestra di Sun Ra ma che a legger la loro scheda hanno appena terminato di incidere con il rap Mos Def, la cantante soul Candi Staton che tanto ha colpito con il suo bel disco di ritorno per la Honest Jons, With These Hands, la scombinata e coraggiosissima Victoria Williams, in grado di emozionare con le sue diversità, il chitarrista Labi Traorè, del Barnako, specializzato in Bambara Blues, Kokanko Sata Doumbia, una Nina Simone del Mali che si esibisce al Kamelen N’Goni con proficui risultati, la cantautrice hawaiana Simone White, un nome da tenere molto d’occhio con un esordio imperdibile, I Am The Man, Afel Bocoum, uno principali protagonisti dell’album Mali Music, musicista che ci pare occupi per rilevanza e autorevolezza il posto lasciato vuoto dal compianto Ali Farka Toure.
Intorno a questa lunga lista di nomi coordinati da Albarn e dal direttore musicale Mike Smith una altrettanta lunga lista di musicisti aggiunti, accompagnatori, amici degli amici, danzatrici e tecnici impegnati in una produzione che sulla carta pareva irrealizzabile.
L’idea è in fin dei conti semplice: ogni artista interpreta brani dai rispettivi dischi pubblicati dalla Honest Jons record accompagnati da musicisti di diverse provenienza presenti sullo stesso palcoscenico. Il miracolo riesce alla perfezione grazie alla naturalezza espressiva di tutti partecipanti alla revue, un manipolo di musicisti assolutamente non toccati da alcuna logica discografica. Complimenti ad Albarn per aver saputo creare armonia tra artisti così apparentemente lontani tra loro. Il pubblico francese, attento da sempre e rispettoso delle varie cultura africane qui approdate ben prima che da noi in Italia, partecipa con affetto e fisicità a una festa che il resto del mondo potrà vedere testimoniata solo in dvd.
Ernesto de Pascale
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