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R.E.M.
La Nuit de la Fourviere, Lyon 8.07.2008

Per scacciare l'ansia dei cinquant'anni Michael Stipe, Mike Mills e Peter Buck hanno deciso di portare in tour in Europa Reactor il loro più recente album, un disco con il marchio di fabbrica R.E.M. ben stampato in ogni traccia, con uno spettacolo scarno ma efficace che gira molto intorno al bel disco e si conclude - più meno tutte le sere ci dicono le scalette - con una serie di evergreen che se ai seguaci di sempre servono a conferma di quanto di buono il gruppo ha fatto in quasi trenta anni di carriera per i più giovani sono un ottima medicina per tenere stretta la memoria storica del rock.
Visti dal vivo all'anfiteatro di Lione, sede della prestigiosa rassegna La Nuit de la Fourviere, al recensore non è mancato confrontare lo splendido concerto dei canadesi Arcade Fire, un gruppo che all'attitudine di Stipe, Mills e Buck deve qualcosa, tenutosi qui proprio un anno fa e la serata dei R.E.M. per riflettere su come, pur nella loro originalità e maestria, il gruppo di Athens, Georgia sembra un po' incastrato nel meccanismo dell' "alternativo a tutti i costi".



La band invece è ancora oggi una macchina da hit - perché altrimenti ancora dischi con una major? - ben oliata e di alternativo ha ancora il brand, ma non più l'appeal.
I tre e i loro accompagnatori oggi sono, piuttosto, una formazione che poggia la propria gloria su uno straordinario rapporto fra le visioni di Stipe riversate dal più verboso autore rock degli ultimi 30 anni in canzoni dai tono melodici forti e ben sviluppati e l'aspetto visuale filmico e da clip video di buona parte di esse, soprattutto di quelle scelte per questo tour. Senza questa deriva - viene da pensare - una parte importante della musica dei R.E.M. non avrebbe infatti la stessa fascinazione. Ma, come ben sappiamo, anche quel mondo, quello dei cosiddetti video clip, sta cambiando per sempre.
Questo tour allora porta Michael Stipe e soci a riaffermare qualche posa da rock star, pur di tenere incollati i presenti, ma allo stesso tempo a cercare quella informalità della collage band che è difficile permettersi davanti a una arena da 7000 persone, per un concerto pieno di anti climax non sempre programmati come quello visto a Lyon.



Ne guadagnano le nuove canzoni di Reactor perché la band si ferma e qui e lì ci pensa su, ne perdono i passaggi più folk rock, paisley e post psichedelici - e qualcuno ve ne è ! merito soprattutto di un Buck molto distante dall'istrionismo di Michael e del suo personale John Lennon, il talentuoso Mike Mills - e in generale si ha a sensazione che il tempo passa, pur bene o benissimo, anche per loro e là furori qualcos'altro si muovi sulla loro scia.

Ernesto de Pascale

La scaletta del concerto
Living Well
What's the frequency, Kenneth
Drive
Man-Sized Wreath
Ignoreland
Time after time
Let me in
I've been high
Country feedback
Houston
Driver 8
Hollow Man
Imitation Of Life
Electrolite
The One I Love
The Great Beyond
Horse To Water
Bad Day
I'm Gonna DJ

Supernatural Superserious
Losing My Religion
Orange Crush
Man On The Moon

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