Ruf Records
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Anche Ghalia Volt fa parte di quella categoria di artisti che hanno iniziato nei luoghi del più grande e storico palcoscenico all’aperto, la strada, nel suo caso in Belgio, essendo una cantante e chitarrista di Bruxelles. Prima solista, poi leader di band, e il pensiero sempre rivolto oltre oceano là dove è nata la musica blues, pensiero che si è tramutato in realtà nel 2013. Con una voglia di assimilare e conoscere lo scenario ha girovagato nei luoghi del blues, suonando ovunque, soprattutto nel sud degli Stati Uniti, dove tre anni più tardi, a New Orleans, c’è stato il battesimo discografico grazie alla Ruf Records la quale, ritenuti soddisfacenti dei demo ricevuti, ha organizzato le registrazioni per, Let The Demon’s Out, del 2017, dove Ghalia Volt si è fatta accompagnare da Johnny Mastro & Mama Boys. È una artista che non è mai stata ferma su una posizione, gravita nello spazio del blues con qualche incursione nel rock, e ogni suo disco è via via un percorso dalle molteplici sfaccettature. Da N.O è salita poi in Mississippi nella zona collinare di Coldwater per immergersi in una maggiore schiettezza del blues, registrando, Mississippi Blend, pubblicato nel 2019, con Cody Dickinson, Watermelon Slim, Cedric Burnside, Lightnin’ Malcom. Grazie a questo disco un qualificato giornalista americano, Henry Yates, apostrofò la Volt. “è nata una stella”. Una stella che ha di seguito illuminato un suo progetto in solitaria, One Woman Band, disco del 2021 e tour in ogni luogo degli Stati Uniti. L’indomita artista belga ha registrato questo nuovo disco nello studio Rancho De La Luna, che si trova presso uno dei luoghi leggendari della musica e non solo, il deserto di Joshua Tree: “Dopo tutti i miei viaggi, cercavo un posto tranquillo e appartato per registrare il cd”. il contesto ha fatto la sua parte per l’esito finale, che mostra una Ghalia Volt sempre più matura e disinvolta nell’affrontare sia strati di tradizione che di contemporaneità con le dodici tracce realizzate in quartetto. Già nell’iniziale Every Cloud, e nella successiva Changes, si intuiscono le sue qualità vocali e strumentali con la chitarra, sostenute da un rilevante suono di organo, chitarra che in Can’t Afford To Die, le da un suono vibrante. Il pezzo che intitola il disco, Shout Sister Shout, non è quello della grande Sister Rosetta Tharpe, è una composizione di Ghalia Volt dove parla dei diritti delle donne, con voci ad alimentare un buon groove. Il blues più schietto si palesa con, She’s Holdin’ You Back, qui la chitarra è suonata slide, e, Hop on a Ride, composta a quattro mani, la Volt e l’apprezzatissimo Eddie 9 V, anche lui di casa Ruf, con due imperdibili dischi. La chiusura è all’insegna di un ardente rock’n’roll, Po’ Boy John. Determinata la ragazza.
Silvano Brambilla
Tracce
Every Cloud
Changes
Can’t Afford To Die
Insomnia
Shout Sister Shout
No Happy Home
She’s Holdin’ You Back
Can’t Have It All
Hell Is Not Gonna Deal With You
Hop On A Ride
Dog Ya Around
Po’ Boy John
Tagged blues, Eddie 9V, Ghalia Volt, Ruf Records