Black Widow Records
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Sophya Baccini, Enrico Iglio e Sergio Casamassima rimettono mano alla loro creatura, i Presence, dopo ben dieci anni, e licenziano un album densissimo di stimoli sonori: Them si muove tra il prog classico, specie quello italiano degli anni ‘70, il prog metal elaborato di fine millennio, ma incorpora anche notevoli venature dark grazie alle quali la patina di oscurità che ricopre l’intero lavoro non viene mai del tutto sollevata, creando quel senso di inquietudine, talvolta di vera e propria angoscia, che ne permea l’intero svolgimento. L’album pulsa e vibra grazie alla contrapposizione tra la voce cristallina, quasi angelica, della Baccini, le ritmiche pesanti e impietose di Iglio a cui si affiancano le chitarre cupe di Casamassima, in alcuni tratti davvero sferzanti e tenebrose: a tenere insieme queste espressioni così eterogenee le tastiere che, in ogni traccia, mutano pelle così da connotare differentemente il singolo brano. La narrazione gotica procede, sicura, percorrendo una sorta di viaggio nell’oscurità: l’avvio di The Undead in puro stile sabathiano, la cupa Aftermath, l’inquietante Dance Macabre ed ancora To Each Other, che richiama i Dream Theater di un paio di decenni fa, aprono la strada alla suite Them, oltre venti minuti di denso tour de force in cui la band condensa non solo anni di elaborazioni musicali, ma soprattutto le influenze che le hanno determinate; riprendere dopo un tale sforzo, mantenendo alto il livello, non è semplice, ma i Presence riescono ad allineare una brevissima, quanto vocalmente intensa ed impegnativa, Drawbridge che fa da intro per Stige, brano tetro e torbido come il titolo fa presagire, per chiudere il lavoro con If You Dare, un improvviso ed inatteso raggio di luce che squarcia le tenebre.
Andrea Romeo
Tracce
The Undead
Aftermath
Dance Macabre
To Each Other
Them
Drawbridge 1501
Stige
If You Dare
Tagged Black Widow Records, Hard Rock, Presence, progressive rock